21 ottobre 2015

La manovra Infelice: Canone RAI in bolletta

Manovra infelice RAI<br />

Manovra infelice RAI

LA MANOVRA INFELICE
Tv e tablet, il canone Rai è in bolletta A chi non paga multa di 500 euro


Entro 45 giorni dall'entrate in vigore della Legge di Stabilità saranno definiti i termini, i criteri e le modalità per il pagamento e la rateizzazione dell'importo

Arriva la supermulta da 500 euro per chi non paga l’abbonamento alla televisione. Che difficilmente potrà essere evaso ora che nella legge di Stabilità la sua riscossione sarà legata alla bolletta della luce. La mega sanzione è scritta nelle righe della bozza della manovra finanziaria che sono circolate ieri.Non solo. La riattualizzazione della norma che regola il versamento porta con sè anche la possibilità che la tassa non dovrebbe sia più legata al possesso del televisore, ma a quello dei vari apparecchi come smartphone, tablet e pc, con i quali è romai possibile vedere la Rai.
Un’ipotesi che era già stata vagliata nelle scorse leggi di stabilità e che era stata bloccata dopo le proteste degli utenti non televisivi. Oggi la maggiore convergenza tra i media dovrebbe far superare le contrarietà espresse nel passato. Anche perchè la determinazione del governo nel portare a casa il provvedimento è evidente nella mancata considerazione delle perplessità sulla misura espressa dalla associazioni di rappresentanza degli operatori elettrici sulla fattibilità e sulla complessità della misura.
Da segnalare però che sulla multa è intervenuto anche il segretario della Vigilanza Rai, Michele Anzaldi (Pd) che ha spiegato: «Non sarebbe accettabile una multa di 500 euro sul canone Rai. Si tratta solo di indiscrezioni e bozze della legge di Stabilità, evidentemente non fondate. In ogni caso, la norma dovrà passare in Parlamento dove sarà messa a punto in modo da non penalizzare gli utenti». Anzaldi ha aggiunto che «iI testi ufficiali della legge di Stabilità saranno quelli su cui basarsi. In ogni caso, non avrebbe alcun senso prevedere una sanzione di ben 5 volte superiore all'importo del tributo richiesto. Il governo intende giustamente combattere l’evasione del canone Rai e sarà il primo esecutivo a ridurre l’imposta. È opportuno, ora, che la norma non diventi una penalizzazione per gli utenti».
Pur trattandosi di una bozza è evidente la determinazione di chi ha impostato la norma nel non lasciare scampo ai furbi. Già perchè la multa è prevista anche per i gestori che non collaborano a stanare gli evasori: «Il gestore del servizio di fornitura dell’energia elettrica è tenuto ad informare con cadenza bimestrale l’Agenzia delle Entrate delle morosità e dei mancati pagamenti del canone Rai, che dal 2016 entrerà in bolletta. In caso contrario sarà punito con una sanzione pari al triplo dell’importo del canone». Anche se «in caso di morosità e inadempimento del pagamento del canone il gestore del servizio di fornitura di energia elettrica non opera come responsabile di imposta e al fine dell’attivazione delle procedure di recupero».
Insomma la battaglia è aperta anche se Renzi sembra sicuro del fatto suo. «Quella sul canone è una norma al riparo da impugnative» ha detto il presidente del consiglio Renzi a Radio 24. In parte «smontando» il possibile ricorso che i consumatori del Codacons sono pronti a fare alla Corte Costituzionale. Per ora l’unica certezza è che comunque il balzello passera da 113,50 a 100 euro nel 2016 e nel 2017 scenderà ancora a 95 euro e che il sistema di riscossione è in via di definizione. Il testo prevedrebbe il rinvio dei dettagli a un decreto del Ministero dello Sviluppo da presentare entro 45 giorni: il canone si pagherà a rate e soltanto sulla prima casa.
Quello del canone non è la sola mina che rischia di esplodere nel cammino parlamentare della seconda legge di Stabilità targata Renzi. Sul tavolo le spine della manovra sono tante e vanno dal pubblico impiego ai quali i 200 milioni per i rinnovi contrattuali non sono andati giù. Gli statali hanno già annunciato una «mobilitazione durissima» contro uno stanziamento di risorse per il rinnovo del contratto che viene giudicato alla stregua di «una mancia» o meglio a «una provocazione». Ma in agitazione sono anche le Regioni per le quali sono previsti tagli di 1,8 miliardi nel 2016 e i Comuni che dovranno rinunciare a 300 milioni a partire dal prossimo anno. Infine la no tax area fino a 8 mila euro per i pensionati partirà solo nel 2017.

Filippo Caleri

ADNKRONOS
17/10/2015 06:09